Un condomino impugna la deliberazione dell’assemblea con la quale viene approvato il compenso dell’amministratore.

Il condomino attore lamenta che:

1) il compenso approvato è “abnorme” e comprensivo di voci di costo anomale ed illegittime, quali ad esempio risposte e-mail € 5,00 cadauna”, “risposte pec € 25,00 cadauna” e “risposte a lettere € 50,00 cadauna”;

2) il compenso comprende voci di costo riferite a singoli condomini.

Il Tribunale di Ivrea (sentenza del 10 novembre 2021) richiama l’orientamento giurisprudenziale secondo cui: “sebbene l’attività dell’amministratore di condominio, connessa ed indispensabile allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali e non esorbitante dal mandato con rappresentanza, debba tendenzialmente ritenersi compresa, quanto al suo compenso, nel corrispettivo stabilito al momento del conferimento dell’incarico per tutta l’attività amministrativa, rientra certamente nelle competenze dell’assemblea quella di riconoscergli, con una specifica delibera, un compenso aggiuntivo al fine di remunerare un’attività straordinaria, non ravvisando sufficiente il compenso forfettario in precedenza accordato” (Cass. civ., 2 marzo 2018, n. 5014).

Dunque l’amministratore, pur avendo specificato un determinato compenso al momento della nomina, in sede di rendiconto può chiedere un compenso superiore; l’assemblea può approvarlo o meno; se lo approva, come nel caso della richiesta di compenso per ogni mail inviata, la maggiorazione richiesta è del tutto legittima.

La seconda questione sollevata dal condomino attore riguarda la previsione di spese a carico di singoli condomini.

Si tratta di spese sostenute in relazione ad attività svolte a seguito di richieste dei singoli condomini o per far fronte a comportamenti inadempimenti degli stessi, riportate dall’amministratore nella colonna “Spese Individuali” della ripartizione consuntivo.

Il Tribunale di Ivrea condivide l’orientamento interpretativo della sentenza della Corte d’Appello di Torino n. 1647/2017, prodotta in giudizio proprio dal condominio convenuto in difesa dell’operato dell’amministratore: “il fatto che l’amministratore abbia segnato nella colonna “Spese Individuali” gli addebiti di pertinenza di ciascun condomino fa sì che non si sia determinata una modificazione dei criteri di riparto delle spese comuni”.

Sul punto, quindi, con la deliberazione impugnata l’assemblea, nell’esercizio della discrezionalità che le compete, si è limitata a riconoscere all’amministratore un compenso aggiuntivo per lo svolgimento di attività su richiesta del singolo condomino o a causa del comportamento tenuto dal medesimo.

Fonte: Condominocaffe.it