Stop alle case accatastate come «ultrapopolari», «popolari» ed «economiche» in centro storico e nelle zone di pregio della Capitale. L’Agenzia del territorio, oggi incorporata dall’Agenzia delle entrate, ha modificato il classamento di 175mila immobili di Roma in quartieri in cui il valore di mercato e quello catastale erano fino a ieri separati da un abisso.
 
Il risultato della rivalutazione è un incremento complessivo di oltre 123 milioni di euro di rendita complessiva in una mappatura che ha riguardato più di 224mila immobili all’interno di 17 aree «anomale» - così vengono definite dal Fisco - 16 delle quali nel cuore di Roma.
 
A partire dai prossimi giorni i cittadini interessati riceveranno le notifiche degli avvisi di accertamento catastale e le relative motivazioni. Gli avvisi saranno inviati in 7 ondate da ora a fine anno mentre il riclassamento in sé sarà in vigore dalla notifica dell’atto.

I cittadini ai quali sarà recapitato potranno chiedere assistenza attraverso i tre canali dedicati dall’Agenzia delle entrate: il call center al numero verde 800 863 119 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20), gli sportelli dell’ufficio provinciale Territorio di Roma (viale Antonio Ciamarra, 139 dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 12.30) e la email all’ indirizzo di posta up_roma_notifiche335@agenziaentrate.it.
 

«Se il contribuente ritiene non fondato in tutto o in parte l’avviso di accertamento catastale - chiarisce l’Agenzia in una nota - può chiedere che venga riesaminato in autotutela, inviando all’ufficio provinciale Territorio di Roma una domanda in carta semplice, con la documentazione a suo sostegno. La domanda di riesame in autotutela non sospende, tuttavia, i termini per un eventuale ricorso al giudice tributario, da presentare entro 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso di accertamento catastale».
Aumentando la base imponibile, cresce quindi anche il gettito fiscale nazionale e locale. Plaude al nuovo classamento Daniela Morgante, assessore al Bilancio di Roma Capitale: «Un passo in avanti verso l’equità fiscale».

FONTE: http://www.iltempo.it

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